Ecco cosa fare (e cosa no)
È successo.
Ricevi quella chiamata o quella frase all’uscita del nido che nessun genitore vorrebbe sentire:
“C’è stato un piccolo incidente… suo figlio è stato morso da un compagno.”
Un mix di emozioni ti travolge: rabbia, preoccupazione, dispiacere, e magari anche un po’ di colpa.
Ma la verità è che — per quanto possa sembrarti assurdo — questo tipo di episodi sono molto più comuni di quanto pensi.
Vediamo insieme perché succede, cosa fare subito e come gestirlo nel modo più sereno possibile.
🦷 1. I morsi al nido: più comuni (e normali) di quanto sembri
Tra i 12 mesi e i 3 anni, il morso è una fase evolutiva frequente.
I bambini piccoli non hanno ancora un linguaggio sviluppato e spesso usano il corpo per comunicare: un morso può essere una forma di frustrazione, richiesta di attenzione o reazione impulsiva.
💡 Non è “un bambino cattivo” — è un bambino che sta imparando a gestire emozioni e impulsi.
Secondo i pedagogisti, il morso può avere varie cause:
- frustrazione o contesa per un gioco,
- imitazione (vedono un gesto e lo ripetono),
- dentizione e fastidio alle gengive,
- bisogno di contatto fisico,
- difficoltà a esprimersi con le parole.
👉 Ecco perché quasi tutti i bambini che frequentano un nido sperimentano questa fase — da una parte o dall’altra.
🩹 2. Cosa fare subito dopo il morso
Se ti informano che tuo figlio è stato morso, chiedi con calma dettagli precisi:
- dove è stato morso,
- se la pelle è integra o lesionata,
- quali cure sono state fatte (disinfettante, ghiaccio, ecc.),
- e se l’incidente è stato registrato in un rapport d’incident (scheda d’incidente).
💬 In Francia, ogni struttura d’accueil come la crèche o l’assmat deve compilare un modulo per gli incidenti, firmato anche dai genitori.
🚑 Se la pelle è integra
- disinfetta con soluzione antisettica,
- applica un po’ di ghiaccio se c’è gonfiore,
- osserva la zona per 24–48 ore.
⚠️ Se la pelle è rotta o sanguinante
- disinfetta subito,
- rivolgiti al pediatra per valutare il rischio di infezione o, in rari casi, test sierologici.
💡 È molto raro che un morso tra bambini comporti rischi medici seri, ma è bene controllare.
🧘♀️ 3. Come reagire (senza perdere la calma)
La prima reazione naturale è la rabbia: vedere un segno sul proprio bambino fa male.
Ma è importante non lasciarsi guidare dall’emozione del momento.
💛 Ecco cosa fare — e cosa evitare:
✅ Cosa fare:
- Mantieni la calma davanti al bambino.
- Mostragli che capisci il suo dolore (“Ti ha fatto male, immagino. Ora ti coccolo e passa”).
- Parla con gli educatori in modo costruttivo.
- Chiedi se il nido ha messo in atto misure per prevenire nuovi episodi.
🚫 Cosa evitare:
- Chiedere “chi è stato” o puntare il dito contro l’altro bambino.
- Mostrare rabbia o panico davanti agli altri genitori o ai piccoli.
- Pensare subito a cambiare nido: una buona struttura gestisce gli episodi in modo educativo e trasparente.
💬 Il tuo bambino imparerà molto più da come reagisci tu che dall’episodio in sé.
🧠 4. Come gestisce la situazione il nido
Le educatrici, in questi casi, intervengono immediatamente:
- separano i bambini,
- consolano chi è stato morso,
- spiegano con calma a chi ha morso che il gesto fa male,
- e annotano l’accaduto nel registro.
💡 Nelle crèches francesi è obbligatorio segnalare ogni incidente ai genitori, senza però rivelare l’identità dell’altro bambino (per motivi di privacy).
👉 Se l’episodio si ripete più volte, gli educatori mettono in atto strategie mirate:
- osservazione attenta del contesto (quando e perché succede),
- mediazione tra i bambini,
- maggiore sorveglianza nei momenti critici (cambio giochi, pranzo, ecc.).
👩🏫 5. Se i morsi si ripetono
Se succede una sola volta, è un episodio isolato e presto dimenticato.
Ma se i morsi diventano frequenti, è giusto parlarne con la direzione.
💬 Chiedi:
- se il comportamento è già monitorato,
- se ci sono strategie in corso,
- e se il gruppo o la giornata del bambino può essere adattata (orari, attività, ecc.).
Non si tratta di “colpe”, ma di educazione e osservazione: a volte basta poco per modificare una dinamica tra bambini.
🧒 6. E se fosse tuo figlio a mordere?
Può capitare anche questo, e non significa che “sia aggressivo”.
Spesso è un passaggio comunicativo: sta imparando a gestire emozioni, rabbia o gelosia.
✅ Cosa puoi fare a casa:
- Offrigli parole per esprimere (“Sono arrabbiato”, “Non voglio condividere”).
- Mostragli gesti alternativi (“Puoi dire ‘basta’ invece di mordere”).
- Leggi insieme storie o libri sul tema (“Il piccolo coniglio che non morde più”, ecc.).
💡 Il linguaggio emotivo è la chiave per superare la fase dei morsi in modo positivo e senza vergogna.
❤️ 7. Il messaggio che resta ai genitori
Il morso di un altro bambino può sembrare un grande problema, ma è in realtà una tappa di crescita comune che — se gestita con empatia — diventa anche un’occasione educativa.
“Dietro un morso non c’è cattiveria,
c’è un’emozione che ancora non ha trovato le parole.” 💛
Il compito degli adulti (noi e gli educatori) è aiutare i bambini a trasformare quella forza in comunicazione, e quella rabbia in relazione.










